E’ il sorriso con cui ti apro la porta, il sorriso curioso di chi guarda il mondo con sguardo diretto, senza veli e nebbie, malizioso e forse un po’ imbarazzato.
Femminile e rotondo il mio sorriso, capace di aprirsi alla risata ma anche abile nello stringere i denti e bloccare ogni intruso dell’anima senza trasformarsi in un ghigno o in un attacco mellifluo.
Posso raccontarti tante storie: ciniche o divertenti, serie ed impegnate, tenere ma non sdolcinate eppure la mia bocca rimarrà chiusa in un sorriso finché non ti sarai fatto conoscere, almeno un po’, almeno con un sorriso.
Non parli? Allora ti osserverò.
Non agisci? Allora guarderò con attenzione il tuo immobilismo e coglierò anche nella tua voluta staticità il segno della possibilità, perché non voglio concedermi un pensiero di diffidenza assoluta.
Non mi guardi? Allora volgerò lo sguardo al cielo per cercare quell’intuizione che confermi la mia fiducia … perché se ora ti ho dato il benvenuto e ti sto parlando intuisco l’importanza del nostro incontro e forse tra le nuvole o tra le stelle coglierò un segnale. E tu contemporaneamente comprenderai quanto è sgradevole essere presenti ma non essere guardati, non riconosciuti, non considerati …
Nella mia e nella tua solitudine del momento, nel grande silenzio mi raccoglierò, chiuderò gli occhi e mi ascolterò. Entrerò in ogni cellula del mio corpo, ne ascolterò il ritmo e la forza generatrice, il palpito della vita che vuole vivere. Nel momento di massima pienezza e completezza, come sempre, le ben note parole si formeranno nella mia mente cadendo sull’anima senziente e libera come lettere a comporre la soluzione di un rebus : “non esiste l’incontro casuale”…
… sicuramente comincerò a raccontarti le mie immaginifiche favole di vita reale, seminerò pensieri sperando di condividere con te emozioni, ideali e concretezze.
… sicuramente comincerò a raccontarti le mie immaginifiche favole di vita reale, seminerò pensieri sperando di condividere con te emozioni, ideali e concretezze.
Allora mi parlerai e mi farai partecipe dei frammenti della tua vita che sono importanti, ridendo fino allo sfinimento, piangendo come bambino senza imbarazzo, mi esporrai con fronte corrucciata i più impegnativi progetti che ti preparerai ad affrontare …
Ci ascolteremo. Passo dopo passo ci conosceremo.
Solo allora potrò volgere lo sguardo a terra, ti darò la mano e ti inviterò a guardare con me ciò che sarà finalmente visibile: il germogliare di una pianta solida, nata dal gioco della fiducia e che entrambi cureremo al meglio, proteggeremo dagli attacchi del tempo e degli elementi, dalle aggressioni curiose o distruttive dei nostri simili. Tutti vogliono i frutti dell’albero della fiducia ma pochi sanno seminare …Faremo vedere al mondo come si fa.


